Sul fianco orientale del Santuario della Madonna del Popolo, si trova un ampio giardino, in uno spazio intimo e accogliente, circondato da mura, dove è stato riproposto il tema dell’hortus conclusus, a rievocare l’antico orto utilizzato dai Padri Somaschi, che abitavano il convento adiacente.

Edificato tra il 1693 e il 1702, su progetto del pittore-architetto Sebastiano Taricco, il Santuario di Nostra Signora del Popolo è uno dei monumenti più rappresentativi di Cherasco. Una chiesa dedicata alla Madonna esisteva già in Cherasco sin dal XIII secolo e sorgeva ai margini dell’abitato, presso la Porta di Torino. La chiesa era officiata dai Benedettini e da questi passò nel corso del Cinquecento agli Eremitani di S. Agostino. Risale al Settecento la costruzione dell’attuale Monastero, sede da metà Ottocento del Collegio dei Padri Somaschi, con un intervallo durante il quale venne retto dai Salesiani di Don Bosco. La chiesa è stata oggetto di un completo intervento di restauro e oggi è inserita tra i santuari della Diocesi di Alba.

Come tutti i conventi anche quello agostiniano era dotato di ampi spazi verdi dedicati a giardino e soprattutto ad orto per il sostentamento dei monaci. Analizzando le testimonianze cartografiche e iconografiche disponibili, è emerso come in quest’area rimasta incolta per diversi anni, ci fossero storicamente gli orti del monastero, impostati a settori regolari per la coltivazione di ortaggi, mentre a ridosso della chiesa c’erano alberi da frutta. Dunque uno spazio coltivato a scopo utilitaristico, ma anche un luogo di preghiera e riflessione all’ombra delle piante ad alto fusto.

L’intervento, conclusosi nel mese di giugno del 2017, ha recuperato un’area verde di circa 1.200 mq, nel centro storico della città mettendola a disposizione dei visitatori lungo la passeggiata di visita dell’abitato antico, che conduce ai bastioni.

Nell’area vengono coltivate piante dai fiori eduli e ornamentali, individuate dal Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che ha inserito il giardino nel progetto ANTEA – Attività innovative per lo sviluppo della filiera transfrontaliera del fiore edule (Interreg ALCOTRA 2014-2020), con l’obiettivo di diffonderne la conoscenza, le proprietà e l’utilizzo. Apprezzati in cucina già dagli antichi Greci e Romani, che per primi accostarono l’elemento ornamentale alla sfera culinaria, nel XVIII secolo l’interesse per i fiori eduli diminuì sempre più. Oggi stanno tornando sulle nostre tavole non solo per la loro valenza estetica, i peculiari sapori e le inconsuete consistenze, ma anche in virtù delle proprietà salutistiche che la ricerca scientifica sta via via evidenziando. La scelta delle specie è stata condotta in base alle esigenze climatiche, manutentive e ornamentali delle piante, privilegiando specie perenni dalle diverse coloriture e fioriture scalari.

Grazie alla collaborazione delle diverse professionalità che hanno partecipato al progetto, l’Antico Orto dei Padri Somaschi di Cherasco è un esempio di edible landscaping: un intervento paesaggistico che coniuga nello stesso contesto piante ornamentali ed eduli, un orto che possa essere vissuto al pari di un giardino, dove valorizzare sia il lato estetico della pianta che quello nutrizionale.

 

Varcata la soglia d’ingresso all’area, il visitatore si trova in uno spazio ad aiuole regolari a vocazione didattica, oltre che ornamentale, in modo da far percepire subito le finalità con cui è stato pensato il giardino.

Il restringimento centrale celebra il fiore che da sempre nelle arti figurative accompagna la Madonna: la rosa, sia in aiuole a terra che rampicanti su pergolato in castagno, creando un percorso ombreggiato che conduce il visitatore nella seconda parte del giardino. Qui un’ampia zona a prato fiorito, suddivisa in quattro settori, percorsi centralmente da vialetti bordati da vite, fa da scenario per appagare l’esigenza di riposo e di svago dell’ospite. Prima di uscire dal giardino, una coltivazione di meli a spalliera conduce verso l’area verde dei bastioni cittadini, che porta al Santuario della Madonna delle Grazie.